12 Ottobre 2021

Devi fare un sito? Ecco le cose a cui badare, oggi

Ne è passata di acqua sotto i ponti, da quando l’informatico del CERN di Ginevra Tim Berners-Lee, nel 1991, ha messo online quello che è considerato il primo sito web della storia.

Sicuramente nemmeno lui poteva immaginare come, di lì a pochi decenni, questo strumento sarebbe diventato indispensabile per condividere nel web contenuti di ogni tipo, per farci conoscere, per vendere i nostri prodotti e servizi e molto altro ancora.

Secondo il contatore in tempo reale presente sul sito Internet live stats i siti web esistenti nel momento in cui scrivo sono 1.894.914.369. A leggere questa cifra ho avuto un leggero capogiro.

Se anche tu vuoi entrare a far parte di questo incredibile numero, ti consiglio di farlo al meglio. Proprio per questo ho scritto un post su tutto ciò che davvero non può mancare, oggi, nel tuo sito. Lascerò gli aspetti più tecnici al nostro caro amico Matteo Trapella di Trapstudio, web agency con la quale Zandegù collabora da tempo, mentre io mi limiterò a parlarti di aspetti più propriamente comunicativi.

Nel post di oggi parliamo di:

  • Pagina Chi sono
  • Sito responsive
  • User experience
  • Home page
  • Blog aziendale
  • Percorsi di navigazione sul sito

Partiamo?

Pagina “Chi sono”: fai capire chi sei

Sembra assurdo, ma ancora oggi ci sono dei piccoli brand che curano poco la pagina “Chi siamo/Chi sono”, o la nascondono in qualche meandro dell’architettura del sito. Soprattutto se vendi servizi e ti aspetti che io apra il portafoglio per acquistarli, mi devi dire chi sei e come posso contattarti. Non mi spiacerebbe nemmeno vedere una tua bella foto. Pensa se andassi a comprare le arance dal verduraio e lui ti accogliesse con un sacchetto (della frutta, ovvio) in testa, due fori per gli occhi, guanti spessi e magari la voce alterata da un sintetizzatore. Ti fideresti?

Quindi, le prime cose da fare sono: una pagina “Chi sono” progettata per valorizzare quello che sai fare (know how) e come puoi risolvere i bisogni del cliente (qui trovi maggiori info). Poi, una foto in primo piano, semplice, luminosa, senza smorfie.

Errori da evitare: trasformare il “Chi sono” in una biografia dettagliata. Alle persone di te interessa ben poco (sorry!). Qui cercano di capire chi sei a livello professionale, per scoprire se potrai aiutarli concretamente con i loro problemi.

Sito responsive da telefono

Ti racconto una cosa. A Zandegù, chissà perché, siamo sempre stati fermamente convinti che il nostro pubblico arrivasse da desktop. Poi abbiamo iniziato a studiare le analytics e abbiamo scoperto che il 60% dei nostri visitatori arrivava da mobile. Magari è così anche per te (corri a controllare le analytics!).

La morale di questa storia è che la versione mobile del tuo sito non è un orpello, un elemento da aggiungere purchessia alla fine del lavoro di definizione della versione desktop. Deve avere pari dignità. Deve essere progettata in modo funzionale come tutto il resto. Sono tantissime le persone che navigano da telefono e devono avere un’esperienza di navigazione, ricerca e acquisto piacevole, fluida e facile. Quindi, fai in modo che il tuo nuovo sito sia super responsive, mi raccomando!

La user experience al centro

Chi visita il tuo sito deve essere felice. Felice di navigarlo, felice di farci acquisti, felice di tornarci. Fai in modo che il visitatore possa facilmente seguire una “roadmap” che lo porti a scoprire, approfondire e, in ultima analisi, acquistare i tuoi prodotti o servizi.

Non ci sono ricette uniche per ottenere questo risultato, ma mi concentrerei su questi aspetti, piuttosto critici:

  • fai in modo che il tuo sito sia VELOCE. Non risparmiare con un hosting da un euro al mese, se poi le pagine si aprono con una lentezza esasperante;
  • fai in modo che la navigazione sia semplice e chiara. Non disperdere l’attenzione del navigatore in mille rivoli. Fai risaltare al meglio quello che vendi, rendi il processo di acquisto semplice e intuitivo, aiuta l’acquirente a decidere il da farsi attraverso call to action mirate;
  • non esagerare con gli elementi multimediali. Qui molti storceranno il naso, ma i siti che hanno dieci foto gigantesche a tutto schermo, cascate di video che partono in 4K in ogni dove, frizzi e lazzi, mi lasciano sempre un po’ perplesso. A meno che non si tratti di un’infografica del New York Times (guarda che figata QUESTA sui 2.373 scoiattoli di Central Park), cerca di mantenere un buon equilibrio tra estetica e semplicità. Insomma, non ingolfare la navigazione.

L’importanza della home page

La home è sempre la home.

Molto probabilmente, sarà la landing page su cui atterrerà il maggior numero di visitatori (te lo ripeto anche qui: dai un’occhiata alle analyticts). Va quindi curata particolarmente bene, perché deve agganciare il visitatore, tendergli una mano e accompagnarlo poi nelle varie sezioni. La home un po’ come un appuntamento al buio, in cui hai tipo 10 secondi per colpire il tuo o la tua blind date. Solo che qui i secondi sono meno.

Quindi:

  • sfodera il tuo elevator pitch da manuale: logo, headline, tutto deve colpire e deve farlo subito;
  • cura il menu, senza esagerare con le sezioni;
  • crea sales page singole per ogni prodotto/servizio, l’indicizzazione ti premierà;
  • non dimenticarti di mettere nel footer le info su privacy e trattamento dati / condizioni di vendita. Se necessario, fatti aiutare da un avvocato;
  • NON puoi avere un sito di vendita se non hai una P.IVA e se hai una P.IVA la devi per legge mettere nel sito (in genere nel footer);
  • se i tuoi clienti ti chiedono spesso le stesse cose (quanto dura l’abbonamento? Quali sono i tempi di spedizione? Spedisci solo in Italia o anche all’estero? Ecc.) valuta se inserire le famose FAQ – Frequently Asked Questions. Sono molto utili perché così eviti di perdere troppo tempo a dare sempre le stesse risposte e i tuoi clienti non perdono tempo a farti sempre le stesse domande.

Cura i tuoi contenuti col blog

Spesso, quando si parla di “contenuti”, si pensa al piano editoriale su Instagram o alla strategia di email marketing. Ma anche il sito deve offrire dei contenuti di qualità. Come ti ho detto in precedenza, il tempo dei siti vetrina è concluso. Va benissimo avere un ecommerce che funziona, ma attorno mettici della ciccia. Un bel blog, ad esempio, è quanto di più utile tu possa fare per:

  • dimostrare autorevolezza nel tuo settore con articoli completi ed esaustivi;
  • migliorare la SEO e l’indicizzazione sui motori di ricerca, grazie alla scelta di parole chiave mirate da inserire nei testi.

Vorresti un blog ma non sai da dove partire? Abbiamo il corso per te!

Costruire percorsi di senso sul sito: ne parliamo con Matteo Trapella

È arrivato il momento di lasciare la parola a Matteo Trapella, web designer e fondatore di Trapstudio, digital&web agency di Bologna, per qualche approfondimento più tecnico.

“Quando si parla di design di un sito, spesso la prima cosa che viene in mente è l’aspetto grafico. In realtà, il processo di design è qualcosa di più profondo, che parte dalla struttura per arrivare, in ultima battuta, all’aspetto grafico.

Senza una base solida, il tuo sito potrà essere magari molto carino, ma poco “convincente” (gli addetti ai lavori parlano, in questo caso, di “sito che converte”). Ti darò quindi un paio di consigli per impostare una struttura efficace, su cui costruire una grafica bella e coerente col tuo brand.

  • Inserisci i contenuti più importanti nella parte alta delle pagine: l’attenzione dei visitatori si concentrerà infatti su questa area, per poi diminuire a mano a mano che si scrolla verso il basso.
  • Per ogni pagina del tuo sito, identifica uno scopo primario e una serie di scopi secondari (importanti quanto quelli primari, non li sottovalutare!). Un esempio potrebbe essere quello della pagina “Chi siamo”: lo scopo primario è sicuramente quello di informare il visitatore sull’identità della tua attività, mentre quello secondario potrebbe essere quello di portare i visitatori a scoprire la pagina dei servizi.
  • Quando pensi a come impostare la navigazione, immagina sempre diversi percorsi. Se infatti è vero che la maggior parte degli utenti entrerà dalla homepage, è altrettanto vero che, con una sezione blog attiva, anche il numero di visitatori che entreranno dalla pagina di lettura dei post sarà rilevante. Immagina dunque un percorso anche per loro, inserendo nel testo del blog post qualche link di vendita (correlata al contenuto del singolo post), proprio come ha fatto Zandegù qualche riga fa.
  • Non può mancare un consiglio relativo alle call to action, ovvero i link e i pulsanti che spingono i visitatori a compiere un’azione: contattarti, scaricare un contenuto speciale o iscriversi alla tua newsletter. Considera sempre le call to action come il punto di arrivo di ogni percorso di navigazione che hai immaginato, in modo da rendere efficace ogni sessione di navigazione e portare i tuoi visitatori alla tanto agognata conversione.”

Bene, siamo arrivati alla fine di questo post. Di fronte alla rivoluzione copernicana che i siti web hanno innescato negli ultimi decenni, può capitare che il tuo sitarello fatto con un tema free di WordPress, su cui provi a vendere i tuoi prodotti o servizi, ti appaia come il classico granello di sabbia appoggiato su una duna del deserto del Namib. E invece, a 30 anni di distanza dai pionieri del CERN, anche tu hai tutto il diritto di presentarti online con il tuo bel sito web. Però devi farlo nel modo giusto. Dato che il tempo passa e le cose evolvono, alcuni elementi che potevano sembrare prioritari anche solo 5 anni fa, oggi possono finire tranquillamente in fondo all’armadio (virtuale). Spero quindi che i miei consigli ti possano essere utili per pianificare un sito che faccia svoltare il tuo brand!

Ciao e alla prossima!

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