20 Maggio 2021

Online non è un monologo: 4 tips per ascoltare il target

Qualche settimana mi hanno commissionato un test. Tipo quelli di Cioè (te li ricordi?). A parte che mi sono divertita tantissimo a scriverlo, all’interno ho inserito la mia citazione preferita di sempre:

“Se non siete curiosi, lasciate perdere. Se non vi interessano gli altri, ciò che fanno e come agiscono, allora quello del designer non è un mestiere per voi”.

Achille Castiglioni

L’ha detto Achille Castiglioni, uno dei designer italiani più famosi di sempre, quello della lampada Arco per Flos, per intenderci (tra le mille altre cose incredibili che ha fatto).

Penso valga la pena concentrarsi su una parte di questa frase: “Se non vi interessano gli altri, ciò che fanno e come agiscono, allora quello del designer non è un mestiere per voi”.

Ho una notizia per te: questa massima vale per tutti, non solo per i designer. Vale per chiunque comunichi online. Potremmo anche dire: “Allora comunicare online non fa per voi”. E sarebbe uguale. Perché chi ha un blog, una newsletter, un profilo Instagram, eccetera ha il dovere di ascoltare cosa pensa e dice e come agisce il suo pubblico.

Cosa intendo per ascoltare?

Intendo fondamentalmente 4 cose per raddrizzare il tiro e migliorare.

Diventare chiari

Certi temi sono difficili da trattare. Però noi li abbiamo chiari nella mente. Peccato che capiti spesso di divulgarli in modo confuso, dando per scontati tanti passaggi chiave, omettendo dettagli preziosi, dimenticando premesse indispensabili. Leggo certi post e mi chiedo: ma quindi? Cosa voleva dire l’autore? Perché ha scritto queste banalità e non ha raccontato nulla? Perché ha cercato di fare il/la poetico/a a tutti i costi e alla fine tra i mille roboanti aggettivi non si capisce un tubo? La soluzione? Scaletta e pensiero. Si pensa, poi si scrive. Non si scrive mai di getto.

Accogliere le opinioni altrui

Online non stiamo parlando da soli mentre facciamo le pulizie (che non so se a te capita, ma a me spessissimo, con effetti molto comici). Ci sono persone dietro quello schermo del telefono. Persone che ci ascoltano, che hanno bisogno di noi, che hanno voglia di dedicarci preziosi secondi e minuti del loro tempo. Le loro opinioni contano. Io con questo non voglio dire che il cliente abbia sempre ragione, o che si debba snaturare il proprio brand per seguire il pubblico. Voglio però dire che non siamo chiusi in una torre d’avorio. Le opinioni delle persone influenzano quelle dei loro pari e dobbiamo capirle per offrire una comunicazione migliore e, soprattutto, prodotti e servizi migliori e più utili.

Apportare valore

La comunicazione ha senso, almeno secondo me, solo quando apporta valore alle persone che ne fruiscono. Il valore può essere:

  • educativo: mi spieghi concetti che non conoscevo, mi informi su determinate materie / settori;
  • motivazionale: mi spingi a migliorare, a riflettere, a formarmi un’opinione diversa;
  • un momento di intrattenimento: mi diverti, sei piacevole, hai un bel modo di fare e mi distrai, mi fai passare momenti piacevoli in compagnia dei tuoi post/Stories o altro;
  • risolvi un bisogno: mi fai scoprire come i tuoi prodotti e i tuoi servizi possono alleviare un mio disagio e migliorarmi la. vita;
  • un vantaggio economico: mi metti a conoscenza di uno sconto che mi fa risparmiare;
  • comunanza: grazie a te entro in una community di persone mie simili che si riconoscono in valori comuni tra loro e con me brand. Il target si sente felice perché ha fatto nuove conoscenze, ha intessuto rapporti di lavoro, ha trovato persone con cui scambiarsi opinioni o nuovi follower.

Rendere comune

Non si sta online perché ormai ci sono tutti. Non si sta online solo per vendere. Non si sta online solo per dirsi quanto si è bravi o belli o per parlare solo di quello che piace a noi.

Si sta online per comunicare. Sai cosa vuol dire? Il vocabolario Treccani recita 1. a. tr. Rendere comune, far conoscere, far sapere

Comune. Come un ballo. Come una cena in compagnia. Come un dialogo. Come una molteplicità di persone che si incrociano. Non si tratta di soliloqui, monologhi, autoreferenzialità, paraocchi.

I brand che crescono, in ogni settore, sono quelli che creano valore per la loro community. E sanno ascoltarla con attenzione, rispetto e amore.

Tu cosa ne pensi? Come coltivi l’ascolto attivo del tuo pubblico? Lo fai mai? Ti va di raccontarmelo?

PS: questo post è ispirato al settimo punto del decalogo #andiamoalsodo di Zandegù che puoi leggere sulle nostre Instagram Stories (in evidenza).

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